Castel Trosino, dove i miti tornano a camminare
Quando cala la sera su Castel Trosino e le sue pietre antiche cominciano a trattenere la luce, il borgo smette di essere solo un luogo e diventa racconto. È successo con “Tra mito e poesia”, lo spettacolo realizzato nell’ambito del progetto Marche Storie, che ha trasformato il paese in un palcoscenico diffuso, vivo, attraversabile, dove mito, parola, corpo e arte contemporanea si sono intrecciati in un’unica esperienza immersiva.
La Compagnia dei Folli, con la regia di Paola Lucidi, ha guidato il pubblico in un percorso itinerante articolato in quadri scenici disseminati tra vicoli, piazzette e affacci improvvisi. Non uno spettacolo da guardare seduti, ma un viaggio da compiere a passo lento, seguendo voci, musiche, figure sui trampoli e apparizioni notturne.
Fin dall’inizio, con l’irruzione di Tiresia, profeta e creatura della metamorfosi, il confine tra passato e presente si è fatto sottile. Le parole proiettate, le voci registrate e i corpi degli attori hanno dato vita a un racconto che non spiegava il mito, ma lo faceva accadere. Tiresia, Psiche, Pan, Perseo, Andromeda, fino a Ecate: figure arcaiche che sembravano emergere direttamente dalle pietre, come se Castel Trosino le avesse custodite in silenzio per secoli.
Accanto al teatro e al circo contemporaneo, un ruolo fondamentale lo hanno avuto gli interventi di arte contemporanea della Frida Art Academy, che hanno dialogato con gli spazi del borgo senza sovrastarli. Installazioni, azioni visive e soprattutto la proiezione del video artistico “La Metamorfosi” hanno aggiunto un ulteriore livello di lettura, trasformando muri, facciate e superfici irregolari in luoghi di visione e trasformazione.
Uno dei momenti più potenti dello spettacolo è stato senza dubbio il videomapping sulla chiesa di San Lorenzo, elaborato da Giacomo Orsini. Qui il linguaggio visivo ha incontrato quello performativo in modo sorprendente: Orsini, nei panni di Perseo sui trampoli, ha interagito dal vivo con le immagini proiettate sulla facciata della chiesa, combattendo il drago non solo come personaggio mitologico, ma come figura simbolica che dialogava con l’architettura sacra. La chiesa non era più semplice sfondo, ma corpo scenico, superficie narrativa, parte integrante dell’azione.
E proprio in questo continuo rimando tra mito e luogo si è rivelato il senso più profondo dell’intero progetto. Al di là degli dèi, degli eroi e delle visioni, il vero protagonista di “Tra mito e poesia” è stato Castel Trosino stesso. Il borgo ha parlato attraverso i suoi vuoti e le sue altezze, attraverso le scalinate, le soglie, le facciate illuminate e quelle lasciate nell’ombra. Ogni scena sembrava nascere da uno spazio preciso, come se fosse impossibile immaginarla altrove.
Alla fine del percorso, quando il buio ha avvolto tutto e le ultime voci si sono spente, è rimasta la sensazione di aver attraversato non solo uno spettacolo, ma una memoria collettiva. Un racconto che unisce mito e poesia, certo, ma anche comunità, paesaggio e identità. Un racconto in cui Castel Trosino non è stato contenitore, ma anima viva, testimone e narratore silenzioso.
Crediti
Spettacolo: “Tra mito e poesia” (progetto Marche Storie) Comune di Ascoli Piceno, Regione Marche
Compagnia: Compagnia dei Folli
Regia: Paola Lucidi
Arte contemporanea e video: Frida Art Academy – video artistico “La Metamorfosi”
Videomapping Chiesa di San Lorenzo: Giacomo Orsini
Selezione di scene e suggestioni dello spettacolo a Castel Trosino (Marche Storie).
